18 gennaio 2013

Registrare una Performance in audio nel sequencer di Motif XF

Inizieremo la nostra discussione sulla registrazione in tempo reale di una PERFORMANCE di Motif XF come un campione audio (su SDRAM) con un attento esame degli arpeggiatori multipli. Una Performance può risultare dalla combinazione di fino a quattro VOICES (ogni Voice è associata ad una “PART”). Ogni PART può avere il proprio arpeggiatore e può accedere a 5 tipi di arpeggio diversi selezionabili attraverso i pulsanti [SF1] – [SF5]. Nel corso degli ultimi 10 anni l'arpeggiatore della serie Motif si è evoluto e in ogni nuova versione è stato introdotto qualcosa di nuovo. Al fine di ottenere un quadro più chiaro del perché stiamo anche parlando di registrare una PERFORMANCE come audio, sarà necessario parlare degli arpeggi.
C’è un problema nel quale si potrebbe incorrere – lo chiameremo “L’enigma dell’Arpeggio/Sequencer”.
Quando si esplora il Motif XF si scopre che ci sono molte tipologie di arpeggio. Si vedrà che sono presenti 7881 tipi di arpeggio diversi, ma sono molto di più che frasi preregistrate. Sono flessibili, interattive, dinamiche e possono essere abbastanza complesse. È noto che una Voice di Motif XF può avere fino ad 8 multi-campioni (chiamati ELEMENTS). Ogni Element può essere pensato come un “oscillatore” – potrebbe essere (il timbro di – ndt) uno strumento completo oppure potrebbe essere un elemento specifico utilizzato per costruire (il timbro di – ndt) uno strumento completo.
È possibile assegnare l’arpeggiatore all’intera VOICE (generalmente tutti gli Elements risponderanno). Questo è stato vero per tutti i 10 anni della serie Motif. I 256 arpeggi del Motif “Classic” si sono evoluti in qualcosa di completamente diverso una volta arrivati alla serie XF. Il Motif originale aveva un’architettura a 4 Element – quando un arpeggio era assegnato ad una VOICE, quest’ultima rispondeva in tutta la sua interezza (cioè facendo suonare tutti e 4 gli Elements – ndt). L’attuale Motif XF ha 8 Elements e se è ancora vero che che la Voice intera condivide l’arpeggio selezionato, particolari pattern di arpeggio sono stati sviluppati in modo che alcuni Element suonino normalmente mentre altri rispondano solo all’arpeggiatore. Gli arpeggi vengono generati utilizzando eventi di nota-on e/o dati inviati dai controller. Gli arpeggi “note-on” ovviamente includono informazioni specifiche sulla velocity (dinamica) delle note premute, unitamente al numero della nota ed alla sua durata. Queste informazioni sui valori di dinamica, sul numero di nota ed il gate vengono utilizzate per attivare Elements specifici all’interno di una Voice, tale che se si suona un timbro di Pad con degli Elements che hanno una gamma di VELOCITY di 1 – 112… e si può avere un gruppo di Elements percussivi che hanno una velocity limitata ad una gamma di 113 – 127. Con la tastiera si può tenere il suono di pad, mentre determinati Elements ”danzano” al ritmo dell’arpeggio. Nel Motif originale del 2001 questo particolare tipo di VOICE non era fattibile, si sarebbero dovute combinare più Voices in una Performance.
La serie Motif si è evoluta. È importante notare che si può personalizzare in misura sorprendente, con il tasto PLAY ARP FX, ogni tipo di arpeggio. Gli Arpeggio Playback Effects (gli effetti dell’arpeggio durante la riproduzione) consentono di regolare il feel e l'assetto del pattern di note che vengono generate dall’arpeggiatore. L’aggiustamento dello swing comprende non solo il timing (dove vanno a cadere gli eventi di nota-on), ma la durata (il gate time) delle note, e la loro velocity (quanto forte suonano). È possibile, se si vuole, aumentare o diminuire la nota swingata. Tutto questo può cambiare sensibilmente il modo di suonare di un arpeggio.
Questo grado di complessità a livello VOICE è uno tra gli aspetti più interessanti circa il motore di sintesi del Motif XS/XF e MOX. Se nella libreria di base si esplora la categoria della VOICE Musical Effect si troveranno queste VOICE multi-dimensionali – sono molto simili a "mini-PERFORMANCE" perché suonano come combinazioni di suoni completamente diversi. “Vanilla”, “Paris at Night”, “On My Way to UK”, “Everlasting Glory”, “Festival of Harmony” sono alcuni dei favoriti, che caratterizzano questo tipo unico di VOICE. Si prega di vedere gli articoli referenziati (corredati dai link) per approfondire maggiormente l’argomento.
In questa sede per l’arpeggio sarà importante capire quale significato ha il parametro KEY MODE e come funziona. Gli arpeggiatori sono fisicamente posizionati tra la tastiera ed il generatore di suoni della Motif XF. È importante comprendere questo flusso di segnale. Le pressioni sui tasti (della tastiera – ndt) passano dal blocco arpeggio prima di arrivare al sequencer. Questo permette di scegliere quale evento viene registrato – la pressione di un tasto che attiva l'arpeggio o la nota, oppure le note, come dati in uscita dall’arpeggiatore.


Il sequencer interno di Motif XF può registrare o un’esecuzione in tempo reale effettuata con la tastiera (registrazione normale, chiamata note “dirette”) oppure può registrare l’uscita dell’arpeggiatore (note “filtrate”). Non può registrare simultaneamente entrambe. E questo va bene per la maggior parte delle normali situazioni di arpeggio: si prenda, ad esempio, un pattern di arpeggio di chitarra strumming (suonata con il plettro – ndt) o una linea di basso o anche un groove di batteria… quando si preme un tasto per innescare l’inizio del pattern di arpeggio, non si è veramente interessati a registrare le note reali o quelle suonate. Diciamo che si suoni un accordo di Do min7 e lo si faccia durare per 6 battute. Si è più interessati a che il sequencer registri le note filtrate (quelle che vengono generate dall’arpeggiatore) piuttosto di quelle usate per attivare il pattern di arpeggio. Nel caso della chitarra suonata con il plettro, si vorrà sicuramente scartare quell’accordo di Do min7 tenuto per tutta la durata ed invece tenere solo l’uscita della chitarra suonata con il plettro dell’arpeggio di Motif XF.
Pensiero creativo: Mai notato che quando si sta suonando uno di quegli arpeggi di chitarra, anche se si tiene premuto un accordo, le note sotto le dita strimpellano via? Come mai non si sentono le note tenute? Come è mai possibile ascoltare le stesse note che una volta premute, quando si alza la mano, poi vengono riattivate? Mai pensato come il sequencer possa gestire questa situazione?
Perché il MIDI non è suono, quello che si ascolta non è quello che è stato registrato – il MIDI è una serie di messaggi in codice che vengono registrati nel sequencer, il generatore di suoni interpreta questi messaggi e ricrea il suono. L’enigma di cui abbiamo accennato è che per il sequencer le note tenute appaiono come eventi di nota-on, le note filtrate del pattern di arpeggio appaiono sempre come eventi di nota-on. È possibile che un tasto riceva, simultaneamente, un messaggio che dice “Suona il tasto “Do 3”, alla misura 001, beat 001, clock 000, con una velocity di 126, una durata di 16 beat, 000 clock” Ed allo stesso tempo riceva un messaggio che dice: ““Suona il tasto “Do 3”, alla misura 001, beat 001, clock 000, con una velocity di 37, una durata di 00 beat, 212 clock”?
Questo non è logico. È per questo che non si può registrare un arpeggio che richieda sia eventi di nota-on “diretti” e “filtrati”, senza un po’ di caos. Questo è il motivo per il quale si vorrà utilizzare la funzione RESAMPLE dell’Integrated Sampler (campionatore integrato) per registrare l’esecuzione della Performance quando viene utilizzata questa combinazione di tipo di arpeggio.
Durante la registrazione di normali arpeggi di linee di basso ed anche groove di batteria… in realtà si desidera tenere nascoste le note dirette. Quindi la registrazione degli arpeggi come dati MIDI funziona bene per tutti gli arpeggi che abbiano il KEY MODE impostato su "sort". Lo stesso dicasi per gli arpeggi che abbiano il KEY MODE impostato su "thru" ("thru" è una versione del metodo “sort” – dove l'ordine in cui vengono premuti i tasti cambia l'ordine in cui le note vengono aggiunte al pattern di arpeggio). Il problema sorge quando il KEY MODE viene impostato su “sort+direct” oppure “thru+direct”.
Il KEY MODE “direct” è stato sviluppato per permettere la registrazione delle note suonate – ed era necessario per la categoria dei tipi di arpeggio “CONTROLLER”. Agli arpeggi è stato consentito di stati estesi oltre alla semplice generazione di note… è stata introdotta un’intera categoria di pattern di arpeggio controller in cui posizione panoramica, volume (expression), filtro ed altri dati di controller facevano già parte del pattern di arpeggio stesso.
Questi pattern non contengono alcuna nota, sono registrazioni dei movimenti ritmici (a tempo – ndt) dei controller. I messaggi di control change sono solitamente sincronizzati con il Tempo (metronomico del sequencer – ndt), in modo da poter ottenere effetti tipo gate che facciano saltellare il suono in modo ritmicamente sincronizzato. I messaggi di nota-on generati dai tasti premuti hanno il permesso di andare direttamente al motore sonoro. I dati dell’arpeggio, che siano di posizionamento panoramico (CC#010) o filter (CC#071/cc074) o cambio di volume (CC#011), vengono applicati al timbro che il motore sonoro sta riproducendo. Quindi in questo caso (il caso della categoria di arpeggi “CTRL”) bisogna impostare il KEY MODE su “direct” altrimenti non si sentirà nulla. Dopotutto non è possibile ascoltare un messaggio di cambio Pan (cambiamento di posizionamento panoramico – ndt) di per sé, nemmeno un messaggio di cambio Volume di per sé e neanche i cambi del Filtro di per se stessi, si può invece ascoltare il loro effetto sul suono del sintetizzatore.
Nella seconda generazione Motif (l’ES, intorno al 2003) sono state introdotti i KEY MODES “sort+direct” e “thru+direct” dell’arpeggio – che consente una risposta più complessa della VOICE ai dati dell’arpeggio.
Il Motif originale (2001) aveva i tipi di arpeggio canonici: su, giù, giù/su e qualche sequenza ritmica e di controller. Nell’ES si potevano avere arpeggi molto più complessi dove anche la velocity di uscita poteva essere controllata per ottenere un’articolazione o effetto particolari (gli arpeggi Velocity Zone sono stati introdotti nell’ES). Il Velocity Range (gamma di velocity – ndt) di alcuni Element è stato regolato per rispondere in modo preciso a particolari dati del pattern di arpeggio (come negli arpeggi e le voice delle MegaVoice ed in determinate categorie di voices Musical Effect) in modo tale che alcuni Element possano fungere da pad (e continuare a suonare normalmente per via dei tasti premuti) mentre altri possano rispondere solo quando viene inviata una specifica velocity dal pattern di arpeggio. Questo ha creato un suono unico: pad+arpeggio… dove in realtà si potrebbe suonare e sentire normalmente gli Element pad, mentre le “mani dell’arpeggio” suonano ritmicamente il timbro percussivo. E tutto questo in una sola VOICE! C’è una categoria di tipi di arpeggio chiamata “Z.Pad” che sfruttano questo miglioramento molto potente dell’architettura – ed i programmatori si sono sbizzarriti. Z.Pad significa dati di un arpeggio a zone di velocity i quali sono stati progettati in modo che la velocity sia sufficientemente specifica per suonare un determinato multi-sample all’interno del suono assegnato.
Queste Voice molto complesse hanno aggiunto una dimensione in più ai pad di Motif XS/XF. È possibile leggere e saperne di più su questo argomento qui:

Il sequencer interno può registrare solo un tipo di dati di nota o l’altro. O le note suonate direttamente o le note in uscita dall’arpeggiatore (modalità “sort” o “thru”).
Le soluzioni includono:
·      Registrazione della performance musicale come audio (questo può essere fatto con il sequencer del Motif XF o con la DAW preferita, se si ha la possibilità di registrare l'audio esternamente). Questo è ciò di cui ci occuperemo in questo articolo.
·      Registrazione della performance musicale come MIDI registrando separatamente gli Element ordinati dagli Element pad. (Per questo metodo è necessario decostruire e registrare assieme le Voice che usano il tipo di KEY MODE “sort+direct” e registrare in modo separato quelle Voice che usano semplicemente il tipo di KEY MODE “sort”). Questo richiede un po’ di programmazione ed ha un certo grado di difficoltà. Verrà trattato separatamente.
·      Se si sta registrando su un sequencer esterno si potrebbero registrare solo i dati di nota (trigger) e riprodurli via MIDI attraverso Motif XF. Invece di registrare l'uscita "sorted" (ordinata – ndt) delle note, è sufficiente registrare le note di attivazione (trigger) e utilizzare il sequencer esterno perché prenda il posto dell’esecutore e “suoni” i pattern di arpeggio (questo richiederebbe di lasciare il pulsante ARPEGGIO ON/OFF su ON, perché l’arpeggio verrà attivato, via MIDI, da un dispositivo esterno).
Con il tempo la serie Motif è giunta alla terza generazione (Motif XF circa 2007) i dati di arpeggio si sono evoluti ancora permettendo la registrazione in tempo reale della PERFORMANCE direttamente nel Sequencer (PERFORMANCE RECORD). Questa innovazione ha notevolmente migliorato flusso di lavoro – permettendo ai compositori di "dare una spinta" alle loro composizioni, suonando contemporaneamente più pattern di arpeggio e registrandole in tempo reale nel sequencer. Ha permesso di suonare con la tastiera su un singolo canale, ma ha inviato i dati in uscita su quattro tracce separate e rimappato automaticamente i dati per canale e per PART.
Ancora una volta, queste funzioni ancora più complesse hanno richiesto un cambiamento nel modo di operare di sequencer e KEY MODE.
I dati di nota nel sequencer interno di Motif XS/XF non attivano più l’arpeggiatore. Gli arpeggiatori possono essere attivati solo dalla reale pressione dei tasti sulla sua tastiera oppure da dati di nota che arrivano da apparecchi MIDI esterni… che sia attraverso i 5 pin jack MIDI, via USB-MIDI o FW-MIDI (vale a dire, non dai dati di nota che ai trovano nel sequencer interno).
Diamo un’occhiata ad un’unica nuova aggiunta: una Performance che dispone di 4 PART, con due che usano il KEY MODE “sort” e le altre due che usano il KEY MODE “sort+direct”.
Richiamare la seguente PERFORMANCE USER 1:007(A07) “Purple Stone”


clip_image001

Le quattro PART sono sotto il controllo degli arpeggiatori:
Le PART 1 e 3 hanno il KEY MODE impostato su “sort” (e devono essere registrate senza le loro note di trigger)
Le PART 2 e 4 hanno il KEY MODE impostato su “sort+direct” (e non si riescono a registrare con facilità nel sequencer)
Lo si può vedere nel modo seguente:
·      Premere [EDIT]
·      Premere un pulsante Track [1] – [4] per scegliere una PART da modificare
·      Press [F2] ARP MAIN
Qui si possono vedere i principali parametri dell’arpeggio per questa particolare PART. Su [F3] ARP ALTRO, è possibile regolare la modalità di comportamento dell’arpeggio.
Questo è l'enigma: come catturare sia i dati di tipo “sort” che “direct”?
Se si desidera usare una PERFORMANCE che combini più KEY MODE nel sequencer interno – si consiglia di registrarla come dati AUDIO. La Motif XF è dotata di 128MB di SDRAM sulla quale è possibile registrare l’esecuzione che si sta suonando in perfetto sincronismo con il tempo (metronomico – ndt) del sequencer.
Ecco come:

REGISTRARE nel sequencer interno un’esecuzione “live” come AUDIO

Richiamare USER 1: 007(A07) Purple Stone
Teoria di funzionamento:
1)    In una locazione di memoria libera del modo SONG o PATTERN verrà copiata (COPY) la PERFORMANCE in modo che occupi le prime 4 PART del setup MIXING – la si può suonare proprio come si faceva in modo PERFORMANCE… tutte le quattro PART verranno assegnate al canale MIDI 1; e si potrà suonarle tutte quando si seleziona (il pulsante – ndt) Track 1.
2)    Nell’INTEGRATED SAMPLER verrà impostato il “resample” (ricampionamento – ndt) di una esecuzione di tastiera live, direttamente come audio.
3)    L’Integrated Sampling Sequencer fermerà la registrazione, quindi crea una nuova SAMPLE VOICE USER, assegnandola alla PART 1 e crea un evento di nota-on per far iniziare con precisione la riproduzione del campione audio.
4)    Bisognerà quindi recuperare le Part 2, 3, 4 e ripristinare i loro canali di ricezione MIDI per il normale utilizzo. Il risultato finale sarà un’accurata registrazione dell’esecuzione con la Performance – per attivare l'intera sequenza verrà utilizzato solo un evento di nota-on (a confronto delle centinaia che sarebbero state necessarie se si fossero registrate come dati MIDI).
Perché si consiglia di registrare come audio: La Motif XF ha introdotto una serie di nuove PERFORMANCES che utilizzano i pulsanti [AF1] e [AF2] i quali controllano il parametro XA CONTROL (Expanded Articulation Control) per creare sensazionali cambiamenti nel suono. Mentre si sta suonando si possono premere i pulsanti [AF1] e [AF2] per aggiungere timbri diversi/ritmi ed anche cambiare la sonorità di una particolare componente ritmica. Muovendo la MOD WHEEL si otterrà anche un incredibile effetto sulla sensazione dell’uscita risultante.
Passo per passo:
·      Richiamare una SONG or PATTERN vuoti
·      Premere [MIXING]
·      Premere [JOB]
·      Premere [F3] COPY
·      Premere [SF3] PERF
Selezionare “USER1: 007(A01) Purple Stone” ed evidenziare gli attributi che si desiderano COPY(copiare – ndt) dalla PERFORMANCE originale nel setup MIXING corrente.
·      Premere [ENTER] per eseguire.

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In questo modo si sono assegnate le quattro PART alle prime quattro PART del MIX – tutte assegnate a ricevere sul Canale MIDI 1 – in modo da poterle suonare assieme dalla tastiera del Motif XF.

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Nella schermata principale SONG o PATTERN si vedrà la VOICE Drum Kit (R&B Kit 3) assegnata alla TRACK 1, mentre le TRACK 2, 3 e 4 appaiono vuote – questo avviene perché le PART 2, 3 e 4 sono state assegnate al canale di ricezione MIDI 1 e fatte suonare tutte insieme. Le Track 2, 3 e 4 non hanno più una PART a loro assegnata.

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Selezionare TRACK [1] – è ora possibile suonare la PERFORMANCE proprio come si faceva in modo PERFORMANCE.
Poiché verrà registrata nel campionatore un’esecuzione in tempo reale, è necessario impostare un metronomo il SAMPLING COUNT-IN. Quando si registra l’audio, si desidera solo il COUNT-IN per essere avvisati in quale momento iniziare a suonare – quindi il metronomo deve fermarsi. Dopo il COUNT-IN non si desidera continuare a registrare il clic – stiamo registrando audio – l’arpeggio della Performance ci darà il tempo (farà da metronomo – ndt). La XF ha uno speciale Sampling Count-in pensato proprio per questo motivo.
·      Premere [SEQ SETUP]
·      Premere [F1] CLICK
·      Impostare il parametro SAMPLING COUNT-IN ad un numero di misure che sia comodo, 1 – 8 misure.

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·      Premere [INTEGRATED SAMPLING]
·      Scegliere un numero di WAVEFORM libero
·      Premere [F6] REC>
·      Impostare la SAMPLE SOURCE (origine del campione) e la DESTINATION (destinazione):
·      Record Type = “sample+note”
·      Input Source = “resample”
·      Mono/Stereo = “stereo”
·      Frequency = “44.1kHz”

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·      Keybank = “C3”
·      Track = “01”
Usando la funzione “sample+note” – l’ISS crea una USER SAMPLE VOICE, la assegna al mix e crea un evento MIDI di nota-on per attivare la riproduzione di quell’audio
Usando la funzione “resample” saremo in grado di registrare l’audio direttamente da tutte gli ingressi disponibili nel sequencer di Motif XF (tra cui suonare la tastiera direttamente, come avremo modo di fare).
·      Premere [F6] STANDBY
Nella schermata di standby è possibile impostare la TRIGGER MODE (modalità di trigger), ecc, ed è possibile rivedere la configurazione attuale. Assicurarsi di controllare sempre la posizione corrente della MISURA del sequencer (in alto a destra) – utilizzare i pulsanti di trasporto per tornare all’inizio: 001
Trigger mode = "meas" (misura)
Impostare una regione di punch-in ed una di punch out – questo è consigliato perché avviare e fermare la registrazione al momento giusto con l'automazione rappresenta un problema in meno di cui preoccuparsi. Diciamo che si desideri registrare 16 misure di un’esecuzione con una PERFORMANCE... impostare MEASURE = 001 – 017

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Impostare il punto di punch out all’inizio della misura successiva (una in più del numero di misure complete che si vogliono registrare). Se la destinazione è un PATTERN, questo non permetterà di andare oltre l’attuale impostazione di LENGHT (lunghezza) del PATTERN stesso.
In questa schermata si possono ugualmente impostare i parametri di “RECORD MONITOR” (monitoraggio di registrazione – ndt) e “RECORD GAIN” (guadagno di registrazione – ndt).
Il RECORD MONITOR è soggettivo e non ha effetto sul volume della registrazione, ma solo sul volume d’ascolto. Il RECORD GAIN è oggettivo ed ha effetto sui livelli di registrazione, sperimentare suonando la Performance ed aumentando il gain (guadagno) se necessario. Sono disponibili incrementi di +6dB o +12 dB; sono disponibili tagli di - 6dB o -12 dB. Il misuratore (in basso a destra) restituirà una lettura stereo del livello per i canali destro/sinistro... in generale, aumentare in modo che i picchi più elevati arrivino quasi in cima alla scala.
·      Premere [F5] START
STANDBY cambierà in “WAITING...”
·      Premere il pulsante PLAY sul tastierino di trasporto di Motif XF per iniziare il COUNT-IN
·      Cominciare a suonare al momento opportuno in funzione del numero di misure impostate di COUNT-IN.
·      Quando viene raggiunta la misura Punch out – la registrazione si interrompe automaticamente.
È possibile premere il pulsante [SF1] AUDITION per ascoltare l’esecuzione registrata. Se è accettabile premere il tasto [ENTER] per confermare. In caso contrario, premere [EXIT] e ripetere l’esecuzione. Assicurarsi di far ritornare il sequencer alla misura 001.
Se si è soddisfatti di quanto registrato... premere il tasto [ENTER].
L'ISS (Integrated Sampling Sequencer) creerà la USER SAMPLE VOICE (SMPL 001), e l’evento di nota-on (la velocity predefinita è 100, tuttavia è possibile aumentare o diminuire il valore di velocity per modificare il volume di riproduzione della clip audio). La durata (o TIME GATE TIME) dell’EVENTO di NOTA-ON corrisponderà al numero esatto di battute per far durare il campione audio per il numero di misure create con i punti di PUNCH IN/OUT.

clip_image008

Ritornare alla modalità SONG/PATTERN (a seconda di quella che è stata utilizzata).
Prima di riprodurre la sequenza, si riporteranno le PART 2, 3 e 4 a ricevere rispettivamente sui canali MIDI 2, 3 e 4 – altrimenti si sentirà il campione audio riprodotto 4 volte (abbastanza inutile dal momento che è stata creata una clip audio).
Premere [MIXING]
Premere [EDIT]
Premere [Track 2] per vedere i parametri della PART 2
Premere [F1] VOICE
Premere [SF1] VOICE
Impostare MIDI RECEIVE CHANNEL = 2
Premere [TRACK 3]
Impostare MIDI RECEIVE CHANNEL = 3
Premere [TRACK 4]
Impostare MIDI RECEIVE CHANNEL = 4

clip_image009

Ora è possibile riprodurre clip audio. Si è anche liberi di utilizzare le Track 2, 3 e 4, con le PART 2, 3 e 4.

Note finali:
L’INPUT SOURCE (sorgente d’ingresso – ndt) che abbia come parametro RESAMPLE consente a tutti gli ingressi disponibili di essere registrati dall’Integrated Sampling Sequencer... questo comprende l'ingresso A/D, e l'ingresso FW, in aggiunta al suonare in tempo reale sulla tastiera.

Phil Clendeninn
Senior Product Specialist
Product Support Group
Technology Products
Pro Audio and Combo Division
©Yamaha Corporation of America

Traduzione © 2013 a cura di wavesequence
email: digitalperformer7@gmail.com

16 gennaio 2013

Giorni e notti all’interno di Motif XS/XF

Gli otto Element, il mondo dell’Xpanded Articulation di XS/XF aprono a nuove possibilità. Nel convertire le Voices di Motif ES ed osservando come queste vengono trasportate su XS, si scoprono alcune cose interessanti. Dal momento che gli Element possono essere raggruppati e possono essere attivati o disattivati assieme, questo, a gran vantaggio, offre la possibilità di creare una Voice che combini suoni multipli.
Nella maggior parte dei sintetizzatori c’è una Voice chiamata “Piano&Strings” (Piano&Archi – ndt)… perché? Perché è molto utile. Nel Motif ES questa Voice è costituita da un singolo Element di pianoforte e da due Element di archi. La MW (rotella di modulazione – ndt) modifica il bilanciamento del suono degli archi rispetto a quello del pianoforte, mentre le manopole AS1 ed AS2 agiscono come volumi individuali rispettivamente per l’Element di pianoforte e gli Element degli archi.
Molti utenti finiscono con il creare le proprie unioni di pianoforte/archi combinando in una Performance o in un setup Mixing, la Voice “Full Grand” con, ad esempio, la Voice di archi “Background”. Naturalmente con Motif XS/XF tutto questo è ancora possibile.
Tuttavia, nel Motif XS/XF si possono prendere tutti e quattro gli Element della Voice “Full Grand” di pianoforte del Motif ES e tutti e tre gli Element della Voice di archi “Background” e combinarli in una unica Voice (avendo ancora libero un ulteriore Element).
Non solo potrei effettuare una dissolvenza tra i due timbri con un gesto naturale, ma nemmeno dovrei preoccuparmi di cambiare canali MIDI o di premere pulsanti (il passaggio potrebbe essere facilmente eseguito con l’aiuto di un pedale assegnabile). Preferisco utilizzare il pedale piuttosto di un pulsante da pannello frontale, ma ognuno è libero di scegliere quello che vuole.
Presa la chiavetta USB ed ho caricate in Motif XS/XF le versioni Motif ES del pianoforte “Full Grand” e degli archi “Background”.
Sono partito da una Voice inizializzata di Motif XS/XF. Ho copiato i quattro Element della Voice di pianoforte “Full Grand” negli Element 1 – 4. In seguito ho copiato i tre Element della Voice di archi “Background” negli Element 5 – 7. Ho fatto le assegnazioni al gruppo di Element ed impostato XA CONTROL cosicché quando il pulsante [AF1] era posto su ON erano attivi gli archi, quando invece il pulsante [AF2] era posto su ON era attivo il pianoforte. Poi ho fatto in modo che il FS (foot switch – interruttore a pedale – ndt) inviasse il CC#86 (il valore di default per controllare [AF1]). Ho pure impostato il Ribbon controller come metodo alternativo per attivare e disattivare l’opzione [AF2]. Naturalmente si potrà scegliere qualsiasi controller faccia comodo.
Si prega di notare che non ho copiato gli effetti delle Voices… perché? Perché ho imparato (con l’esperienza) che è meglio ascoltare la combinazione esistente ed appplicare nuovi effetti alla nuova combinazione. Gli effetti e l’equalizzazione che andavano bene per il pianoforte da solo, non andranno più bene quando li combino con un altro suono. Se inserisco il timbro di archi desidero ascoltare e creare gli effetti e l’equalizzazione per questa combinazione (piano ed archi). Qualsiasi effetti fossero giusti per gli archi soli in modo Voice non saranno corretti per questa combinazione.
Nei forum viene posta spesso la domanda “Nella Performance desidero che suoni esattamente come in modo Voice”. Voglio che suoni giusto nel contesto nel quale l’ho messo. Voglio il pianoforte davanti e gli archi in secondo piano? Questo si può fare controllando la mandata del riverbero di ciascuno. Voglio un pianoforte incisivo e presente oppure voglio abbia un suono più distante? Questo è possibile deciderlo in base alla situazione ed alla composizione correnti. Ciò che era stato fatto per il modo Voice andava bene per il modo Voice – non per il modo Performance (o il modo Mixing) nel quale sto posizionando la Voice. Sono stati messi a disposizione degli strumenti per programmare – cosi io faccio.
E quindi come suona? Quando premo sul pedale FC4 (footswitch assegnabile) ho gli archi che suonano fino quando li tengo (o con le mie dita o con il pedale di sustain FC3). Se lascio andare (il pedale FC4), poi posso suonare il pianoforte. Senza soluzione di continuità.
Mi sembra di suonare da pochi minuti (in realtà sono già un paio d’ore) e mi rendo conto che questo timbro va bene. L’architettura “expanded Element” mi ha permesso di avere sotto controllo l'equivalente di due voci complete di Motif ES con una voce sola di Motif XS. Il controllo XA consente di passare tra le Voices cosicché non venga sprecata la polifonia – la polifonia viene utilizzata solo quando un Element è attivo e suona. La funzione AF si alterna completamente tra un Element e l’altro in modo che la Polifonia non venga impiegata per gli Element quando non suonano. Si può impostare la Voice in modo da avere solo gli archi, solo il pianoforte oppure tutti e due insieme. In pochi minuti è stato possibile elaborare un fantastico scenario. Il pedale è stato programmato, se necessario, per poter inserire gradualmente gli archi (fade in – ndt),
E questa è solo una sola VOICE.
Si può cominciare a vedere che con un po’ di abilità di programmazione è possibile fare molto di più. In uno dei tutorial di programmazione (Imparare a personalizzare le Voices di Pianoforte per il proprio stile esecutivo) è stata spiegata la creazione di un timbro di pianoforte “PianoBadMr” costituito da un solo Element a 3 livelli di velocity. Cosa succederebbe se si volesse adoperare il pianoforte ad Element singolo? Usare un timbro di pianoforte costituito da un singolo Element significa che è possibile combinarlo con un sacco di altri suoni diversi e quindi si possono immaginare altri metodi per una performance dinamica… Si può usare la posizione del ribbon per mettere in assolvenza o dissolvenza un suono particolare oppure attivarlo/disattivarlo (ON/OFF – ndt). E poiché la MW (Modulation Wheel – rotella di modulazione – ndt) è anch’essa un controllo deputato alla miscelazione e sono disponibili i pedali di sweep (per il controllo del volume/espressione – ndt)… Ora che c’è una VOICE di Piano e Strings (pianoforte ed archi – ndt), cosa succede se viene inserita in una Performance come PART 02 nella quale è già presente un’altra VOICE composta da Electric Piano e Synth Pad (Pianoforte Elettrico e Pad – ndt)? Ed in questa Performance ci sono un totale di quattro PART… hmmm le possibilità abbondano.
Ogni ora trascorsa con Motif XS/XF porta a comprenderlo sempre di più.

Phil Clendeninn
Senior Product Specialist
Technology Products
©Yamaha Corporation of America

Traduzione  © 2012 a cura di wavesequence
email: digitalperformer7@gmail.com

15 gennaio 2013

Imparare a personalizzare le Voices di Pianoforte per il proprio stile esecutivo

 

Motif XS Power User: Imparare a personalizzare le Voices di Piano per il proprio stile esecutivo. Allegato a questo articolo c’è un file in formato Voice Editor (PianoTweak.X0E). In questo particolare articolo ci concentreremo sul suono di pianoforte. Il file in formato Motif XS EDITOR permette di caricare le due Voices di cui tratteremo. Si possono salvare in una qualsiasi locazione di memoria USER oppure importarle temporaneamente nel Motif XS al solo scopo didattico e di apprendimento. In questa sede l’obiettivo è quello di comprendere come rendere la Voice adatta al proprio particolare modo di suonare.

 

Procedura di caricamento dei dati:

Aprire l’Editor per Motif XS ed assicurarsi che sia attiva la connessione con Motif XS

Selezionare il Modo [VOICE] nella parte superiore sinistra

Andare su FILE > IMPORT

Fare click sull’icona OPEN FOLDER per andare alla ricerca del file “PianoTweak.X0E”

Selezionare il file e fare click su “OPEN”

Nella metà sinistra dello schermo IMPORT è possibile visualizzare ciò che contiene il file mentre sulla destra la memoria interna corrente di Motif XS. È possibile visualizzare il contenuto IMPORT per Category (Categoria) o per Bank (Banco).

Aprire la cartella USER 1

Evidenziare le prime due voci sul lato sinistro (è possibile farlo cliccando sul primo poi passare MAIUSC + clic sul secondo)

Evidenziare la prima posizione (o una qualsiasi altra che si desidera usare della memoria interna di Motif XS)

Di seguito le prime due Voices (a sinistra sono impostate per essere importate a partire dalla locazione USER 1 “Everlasting Glory” sulla destra). Dal momento che due Voices sono state selezionate, la prima sovrascriverà “Everlasting Glory”, la seconda sovrascriverà “8Z D&B Machine”

Piano Customize 01

Fare clic sul pulsante IMPORT in alto al centro dello schermo per eseguire l'importazione.

Se questa operazione viene eseguita mentre l’Editor è connesso a Motif XS le Voices verranno scritte nelle corrispondenti locazioni di memoria USER.

 

Come esplorare la Voice

Dopo aver correttamente caricato questa Voice in una locazione di memoria USER:

Si può cominciare a esplorare i parametri della Voice o nella schermata XS Motif stesso o nel programma di Editor. Si consiglia di fare entrambe le cose... questo è un ottimo modo per imparare ad addentrarsi nella sua architettura - saper trovare un parametro sia tramite l’interfaccia del pannello frontale di Motif XS sia dove lo stesso parametro si trova nell'editor.

In primo luogo, si scopre che si tratta di una Voice ad un solo Element. L’Effetto INSERTION “A” è impostato su VCM 501 EQ, l’Effetto INSERTION “B” è impostato su DAMPER RESONANCE (per simulare la risonanza degli smorzatori – ndt). Il REVERB è impostato su SPX ROOM (per simulare la cassa armonica del pianoforte – ndt) e non c’è alcun Chorus (dopotutto questo è un pianoforte acustico).

Sentirsi liberi di modificare questa Voice a proprio piacimento. È l’aspetto fondamentale di questo esercizio.

Andare ai CONTROL SETS e visualizzare le impostazioni. Per fare ciò premere:

Premere [EDIT]

Premere [COMMON EDIT]

Premere [F4]: CTRL SET

Qui si vedrà che uno solo dei 6 Set viene utilizzato per impostare la posizione iniziale del FILTER (filtro)

SOURCE = AS1 (Assignable Knob 1 – manopola assegnabile 1)

DESTINATION = Cutoff (frequenza di taglio del filtro)

DEPTH = +4

È fondamentale impostare la manopola Assignable 1 perché si adatti al proprio modo di suonare. Non è stata pensata per essere un controller in continuo movimento mentre si suona... si tratta di un pianoforte, dopo tutto! È lì per essere impostata e dimenticata. Uso di proposito la manopola perché è un controller che si può usare per OFFSET (modificare temporaneamente per scostamento – ndt) un parametro, poi si può [STORE] (memorizzare) quel valore come funzione della personalizzazione della VOICE.

Con la manopola AS1 posta ad ore 12, quando si suona piano il suono è scuro. Come si aumenta la velocity (intensità) il filtro si aprirà naturalmente e si sentiranno più frequenze alte. Questo simula la situazione reale in cui più energia si applica per suonare una nota e più armoniche alte si sentono. Quando si sposta la manopola in senso orario, e si suona piano il suono sarà più brillante.

Ciò che si sta per impostare con questo controller è il tipo di suono smorzato quando si suona dolcemente. Ogni interprete avrà un tocco diverso. Se vengono impostati i parametri per un certo tocco, inevitabilmente un altro interprete potrebbe trovare l'impostazione “soft” troppo scura o troppo chiara e, naturalmente, anche la canzone/stile che si sceglie di suonare possono fare la differenza.

Pertanto, la manopola AS1 è stata programmata in modo che ogni interprete possa facilmente trovare la propria impostazione di suono smorzato “soft” preferita. Entro la fine di questo articolo, si spera, sarà possibile sapere esattamente dove andare per modificare questa impostazione fondamentale.

Regolare la manopola di AS1 in modo che ci si senta proprio agio suonando pianissimo (dolcemente). È un'impostazione per suonare piano. Quando ci si sente proprio agio premere il pulsante [STORE] e aggiornare la Voice.

 

VA BENE non essere NORMALE

Mentre si sta discutendo in merito a “dinamiche esecutive diverse per persone diverse” sul Motif XS (o un qualsiasi sintetizzatore con tastiera sensibile al tocco) e sul proprio modo di suonare si dovrebbe sapere che è possibile regolare la risposta complessiva come se si suonasse con mano pesante o con tocco leggero. Questo non è un giudizio di valore, ci mancherebbe, è una questione se si suona con più forza dell’interprete medio, o più leggerezza rispetto all’interprete medio. Si dovrebbe impiegare una discreta quantità di tempo a sperimentare con la VELOCITY CURVE (curva di velocità) generale della tastiera. Questo parametro è globale e si trova in [UTILITY]> [F1] GENERAL> [SF1] PLAY > Keyboard.

 

Piano Customize 02

 

Si troveranno le impostazioni per “NORM”. Norm è l’esecutore medio, ve lo ricordate in Cheers? Ehm, NORM è la risposta lineare. Non sentirsi in obbligo di essere normali, si potrebbe non esserlo – questa può essere cosa buona. “SOFT” è un’impostazione per coloro i quali naturalmente hanno un tocco leggero. Il piccolo grafico mostra che ci vuole uno sforzo minore per ottenere un volume maggiore. L’asse “x” (orizzontale) è l’aumento della velocity in rapporto allo sforzo e l’asse “y” (verticale) rappresenta il volume in rapporto alla risposta d’uscita. “HARD” è l’impostazione per coloro che tendono ad avere la mano pesante. Se avete la mano pesante, non c’è da scusarsi… semplicemente basterà impostare la curva di Velocity in modo che ci voglia uno sforzo maggiore per ottenere un volume più forte. “WIDE” offre una miscela delle due impostazioni precedenti. (FIXED è un caso speciale). Una di queste sarà più vicina ad essere giusta per il proprio modo di suonare, per gli altri sembrerà di avere i piedi nelle scarpe sbagliate. In questo caso, solo uno sa cos’è giusto per sé. È giusto avere un’opinione – infatti è sicuramente meglio averla.

La “Keyboard Velocity Curve” (curva di velocity della tastiera) è un’impostazione globale. Tuttavia, tutte le Voice possono essere regolate, una ad una, alla risposta del proprio tocco. E questo sarà quello che andremo a vedere adesso.

 

La risposta al tocco del Filtro (Filter) e dell’ Amplitude (Ampiezza)

Sia nella sintesi analogica che in quella basata su campioni, le tre aree principali di controllo sono rappresentate da Pitch, Filter ed Amplitude (Intonazione, Filtro ed Ampiezza, o Volume). Durante la riproduzione di una nota di pianoforte c’è molto poco movimento significativo nel Pitch – quel poco che c’è è già registrato nella porzione di attacco della waveform (forma d’onda). Pertanto, concentreremo la nostra discussione sul Filter e l’Amplitude.

Il Filter è responsabile del controllo del “tono” o del contenuto armonico. L’Amplitude è il volume. Come questi parametri rispondono al tocco, lo vedremo ora. In natura è vero che maggiore è la forza o l’energia usata per suonare uno strumento musicale, più questo avrà un volume elevato e produrrà un suono brillante. Questo è il settore dei controlli dell’Amplitude e Filter Velocity Sensitivity (controlli della sensibilità alla velocity del filtro e del volume – ndt).

Premere [EDIT]

Toccare Track 1 per selezionare i parametri dell’Element 1

Premere [F4] AMPLITUDE

Premere [F2] AEG

In questa sede il parametro “Envelope Generator Time Velocity Sensitivity” influenza il cambiamento dell’Amplitude Envelope Generator al tocco dell’esecutore.

Un Envelope Generator (generatore di inviluppo – ndt) è responsabile per il modo in cui qualcosa (in questo caso il volume) cambia nel corso del tempo. Un “EG Time Vel Sens” = +10 significa che se si suona un tasto con maggiore velocity (intensità) ci sarà anche un aumento della velocità delle porzioni di attacco e decadimento dell’inviluppo.

Premere [F1] LEVEL/PAN

In questa sede il parametro “Level Velocity Sensitivity” influenza come l’Amplitude cambia in volume in base al tocco.

“Level Velocity Sens” = +25 con una Curve = 3, ad un incremento di velocity corrisponde ad un cambio di volume.

 

Valori di “Level Velocity Sensitivity”

Quando qui si ha a che fare con la Velocity Sensitivity – un valore pari a 0 eliminerà dall’Element qualsiasi reattività alla velocity (suoni di organo, clavicembali, e suoni originali di sintetizzatori analogici sono esempi di strumenti che non hanno sensibilità alla velocity). Un valore di +32 rappresenta una risposta lineare – cioè, per ogni unità in ingresso si ottiene un’unità in uscita. Come si aumentano i valori al di sopra di +32 verso +63, si sta lavorando con una risposta alla velocity di tipo “crossfade”. Quando si imposta la Level Velocity Sensitivity ad un massimo di +63, solo un colpo molto forte farà sì che l'Element non suoni affatto. Valori da +33 a +63 sono perfetti quando si desidera che colpi delicati vengano ignorati da un particolare Element.

Curva di Velocity

La Curva impostata a 3 rende abbastanza facile ottenere questo cambio di risposta in volume. Provare una diversa impostazione per "Level Velocity Sens" e vedere come influisce sulla risposta complessiva della Voice. Provare una curva diversa e vedere come va. Imparare ad usare la funzione EDIT/COMPARE. Cioè, dopo aver effettuato una modifica a un parametro specifico è possibile premere il pulsante EDIT di nuovo (che inizierà a lampeggiare) – questo porterà in modo COMPARE (confronto). Mentre ci si trova in modo COMPARE i valori che si sono modificati, ma non ancora memorizzati, sono tornati al loro valore precedente. È possibile suonare e ascoltare il timbro con i valori originali.

Premere ancora EDIT/COMPARE per ritornare ai valori modificati. (Si prega di essere consapevoli del fatto che, mentre in modalità di confronto non è possibile apportare ulteriori modifiche ai valori).

Premere [F3] FILTER

Premere [SF1] TYPE – per visualizzare la risposta del Filtro alla Velocity Sensitivity.

Premere [SF2] FEG – per visualizzare come la velocity viene applicata al cambio del Filtro nel tempo.

Sperimentare con diverse impostazioni per il CUTOFF (frequenza di taglio) del filtro. Questo influenza il passaggio nel suono della Voice da scuro a chiaro e come cambia in base alla Velocity. Tecnicamente il CUTOFF è il punto (Frequenza) in cui il filtro inizia a funzionare. La CUTOFF VELOCITY SENSITIVITY si riferisce al cambiamento nel filtro alla velocità/risposta al tocco. Mentre si sposta questo parametro si prega di notare come influisce sul suono del pianoforte, suonando da piano a forte. Valori negativi invertiranno ciò che avviene naturalmente in fisica. In altre parole, in natura più si aumenta l'energia per suonare uno strumento musicale e più chiaro suonerà ... qui i valori negativi scuriscono il suono quando si suona più forte.

 

Altre sottigliezze

La posizione dell’esecutore: quando si suona un vero pianoforte a coda le note basse sono poste sul lato sinistro mentre quelle alte sul destro. È possibile attribuire alla Voice di pianoforte questa caratteristica? Per fare questo abbiamo bisogno di tornare alla AMPLITUDE:

Premere [F4] AMPLITUDE

Premere [SF1] LEVEL/PAN

In questa schermata notare che il parametro “Scaling Pan” = +51.

Questo sarà importante solo per coloro che ascoltano la Voice in stereofonia (e così dovrebbe essere). Le note basse del pianoforte verranno riprodotte dall’altoparlante sinistro e, mano a mano che si sale cromaticamente, verranno spostate verso destra. Le note alte verranno riprodotte dall’altoparlante destro. Questo effetto può essere può o meno piacevole. Se si desidera eliminare l’effetto di pan scaling (scalatura sul fronte stereofonico), impostare tale parametro a 0. Anche in questa schermata ci sono il LEVEL complessivo dell’Element 1, e la posizione PAN (che dovrebbe rimanere C o Centro perché questo è un campione stereofonico).

Nessuna spiegazione dell’editing sarebbe completa senza sapere esattamente dove una VOICE “miri” ad una forma d'onda (che Yamaha chiama un ELEMENT). In questo caso l'Element è un multi-campionamento residente in ROM:

Premere [F1] OSCILLATOR

Questa è la schermata che mostra dove la VOICE “punta” ad uno specifico Wave Number (numero d’onda specifica – ndt). È possibile vedere come la Voice “PianoBadMr” faccia uso della Preset wave number 0001 “CF3 Stretch Sw St”, dove ‘St’ = stereo. Un Element nel linguaggio Yamaha può essere stereofonico (può essere anche velocity switch “Sw”). Questo è un Element stereofonico su tre livelli di dinamica alternantisi. È il campionamento di un pianoforte gran coda da concerto Yamaha CFIIIs, costruito a mano.

 

EFFETTI

Mentre si è ancora in Voice [EDIT], premere il pulsante [COMMON EDIT] per selezionare il livello di Common Edit. A questo livello di modifica è possibile raggiungere i parametri che verranno applicati complessivamente alla VOICE – come controller, effetti, arpeggiatore, un LFO generale (Common LFO - anche se ogni elemento ha il suo Element LFO), ed il livello generale della Voice.

Premere [F6] EFFECT

Premere [SF1] CONNECT

Qui si trovano l'INS A, INS B, CHO e REV. Delle quattro unità processore di effetti a disposizione della VOICE, solo tre sono utilizzate in questa particolare Voice. È molto importante capire questa schermata. Il segnale passa da sinistra a destra/dall’alto verso il basso. In alto a sinistra c’è la lista degli otto possibili ELEMENTS. Sappiamo che questa Voice di pianoforte è composta da un singolo elemento – quindi si vede un assegnazione a "ELEMENTO: OUT" per il solo Element 1. È “indirizzato” all’INS A (INSERTION EFFECT A).

“INS A” è assegnato a “VCM 501 EQ”. [SF2] INS A – permetteranno di rivedere le impostazioni di questo equalizzatore.

Seguire il percorso da INSA a INS2. L’INSERTION EFFECT “B” viene assegnato alla Damper Resonance. Questo effetto simula la risposta della tavola armonica di un pianoforte a coda. È un effetto che viene avvertito solo quando il pedale del sustain (tonale – ndt) è abbassato e ci sono note tenute. Il segnale ritorna quindi nel flusso del segnale principale. Notare come si disponga di un Send (mandata) con un controllo di quantità che va al processore REVERB. C’è un’altra mandata (a 0) che va nel processore CHORUS. Sia i blocchi del CHORUS che quelli del REVERB hanno un livello di “ritorno” che restituisce il segnale al flusso principale di sinistra e destra, e ognuno ha un controllo PAN per il ritorno. Tra i blocchi del CHORUS e quelli del REVERB si dispone di una quantità di controllo che controlla la quantità di segnale che, essendo “post” CHORUS, arriverà al REVERB. Questo significa che è possibile inviare individualmente il segnale al REVERB ed al CHORUS (modalità parallela) o uno dentro l'altro (modalità seriale). Questo può fare una grande differenza se, ad esempio, si imposta il processore su un tipo di CHORUS DELAY. Quando si invia il segnale in serie (attraverso il Chorus DELAY prima di andare al REVERB) ogni ripetizione verrebbe riverberata. Se si invia il segnale in parallelo solo la nota originale verrà riverberata, mentre ogni ripetizione ne sarà priva.

 

In ogni caso, spero che questo vi abbia portati ad un punto in cui vi sentite tranquilli di entrare in una Voice e farla propria. La maggior parte delle persone sono in grado di modificare EQ ed effetti, ma si perdono irrimediabilmente quando si tratta di modificare le impostazioni dei filtri e le impostazioni dell’AMPLITUDE (ampiezza), spesso la parte critica di come una Voice risponde. Questo tutorial in nessun modo è completo... non siamo riusciti a parlare dei FILTER ENVELOPES (inviluppi del filtro – ndt) e degli AMPLITUDE ENVELOPES (inviluppi di ampiezza – ndt). Né siamo riusciti a trattare l'ELEMENT EQ che può essere configurato come un parametrico a banda singola, un EQ a 2 bande o come BOOST dB. Non scoraggiatevi se non si riesce a padroneggiare il synth dopo aver letto il manuale una volta sola. Con oltre un migliaio di parametri non si può pretendere di essere subito un genio. Ma non bisogna lasciare che questo interferisca con la propria musica. Come con l’apprendimento della musica, bisogna farlo un po’ alla volta. La parte più difficile è suonare la musica vera e propria, non la programmazione. E anche se conoscere la programmazione è vostra responsabilità, ci vorrà molto meno tempo per padroneggiare il motore del sintetizzatore che per essere un buon musicista. Questo è un dato di fatto! Dategli un po’ di rispetto, però.

 

I Dati

Il documento è un file in formato Editor per Motif XS (compatibile anche con Motif XF – ndt) . Può essere caricato attraverso il computer o direttamente nel Motif tramite un disco USB. Se si usa l’Editor per Motif XS (con Studio Manager) si possono inviare solo i dati individuali della VOICE (per questo tutorial ci sono solo due Voices). Se non si dispone di un computer con il l’Editor per Motif XS , si può semplicemente caricare il file in formato Motif XS Editor direttamente dal disco USB – non sarà in grado di selezionare quali Voices, ma si sarà in grado di caricarne i dati.

Come sempre, fare un back up di tutti i dati critici creati prima di caricare questi dati dell'esercitazione. Buon divertimento!

 

VOICES

USER 1: 001 (A01) PianoBadMr

USER 1: 002 (A02) PianoBadMr

Una versione monofonica è stata messa a disposizione per quelli di voi che vivono ancora nel 1950 e suonano Motif XS in mono. Vergogna!

Il file è compresso con WinZIP. Si prega di scaricare, scompattare e lavorare con il file "PianoTweak.X0E"

 

Phil Clendeninn
Senior Product Specialist
Product Support Group
Technology Products
Pro Audio and Combo Division
©Yamaha Corporation of America

Traduzione © 2013 a cura di wavesequence

14 gennaio 2013

PERFORMANCE: Chart Breaker

 

Non posso raccontare molto di quello che accade dietro le quinte in casa Yamaha… quindi nel tentativo di trovare qualcosa di utile ed interessante da pubblicare sul blog, gli altri Product Specialist ed io stavamo parlando di qualcosa che chiameremo “Tweak of the Week” (il trucco della settimana) – talvolta una VOICE o una PERFORMANCE o effetto o altra funzione che potrebbe dare maggiore una comprensione per ottenere sempre di più dal proprio strumento.

Speriamo di pubblicarne almeno una a settimana (se non siamo troppo occupati) e, si spera più, se possibile. Ho da poco ricevuto una domanda su una PERFORMANCE del Motif XS - quindi questo è un buon punto di partenza, come tanti…

 

PERFORMANCE USER 1: 025(B09): Chart Breaker

Chart Breaker è una PERFORMANCE che si trova nella categoria Electronic/Trance. È composta da quattro PARTS, ciascuna sotto il controllo di un arpeggio, inizialmente.

Una PERFORMANCE può essere composta al massimo da quattro Voices poste nelle PARTS. Il concetto di PART è quello di permettere l’applicazione di offset (varianti dei parametri, correzioni – ndt) alla Voice originale, senza modificare in modo distruttivo i suoi dati. Tali offset verranno applicati alla Performance o Mix correnti – in questo modo una Voice può essere utilizzata in più istanze senza modificarla per ogni Performance o Mix che vengono usati.

Ci sono un massimo di quattro Arpeggi simultanei. Naturalmente i pulsanti sotto funzione [SF1]-[SF5] possono contenere un arpeggio diverso per ogni PART. Di conseguenza alla Performance possono essere associate 20 frasi diverse (Cinque pulsanti SF per quattro Part).

“Chart Breaker” è composta dalle seguenti quattro VOICES:

PART 01 Drum/Percussion: “8Z Trance Basic”

PART 02 Bass: “Kick Bass Legato”

PART 03 SynLead: “Tekk Glide”

PART 04 SynComp: “Happy Hour”

Inizialmente tutte e quattro le parti sono arpeggiate, il drum kit "Trance 8Z di base" è impostato su "Hold" in modo che continui a suonare senza che si debba tenere premuto il tasto.

 

Suonare la PERFORMANCE:

Nella sezione [PERFORMANCE CONTROL] del pannello frontale (quando è illuminato questo pulsante permette di usare i pulsanti TRACK SELECT in gruppi di quattro), i 16 pulsanti Track funzionano come segue:

[1]-[4] PART Select – selezione della PART

[5]-[8] ARP On/Off – attivazione/disattivazione dell’Arpeggio (per le PART 1-4)

[9]-[12] PART Mute – silenziamento della PART (per le PART 1-4)

[13]-[16] ARP HOLD On/Off – Arpeggio tenuto On/Off (per le PART 1-4)

Nella sezione [SELECTED PART CONTROL] del pannello frontale (ci sono 3 LED e 8 manopole). Quando un LED è illuminato, seleziona una delle 3 file di funzioni che applicheranno i parametri della manopola o alla PART attualmente selezionata, se è illuminato il pulsante Track Select [1] – [4], oppure all’intera Performances se è illuminato il pulsante [COMMON EDIT].

Così, ad esempio, se è illuminato [COMMON EDIT] e si seleziona la manopola CUTOFF, si aprirà/chiuderà il filtro all’intera Performance (tutte le PART in comune), se tuttavia, si seleziona una PART con i pulsanti Track Select [1] – [4] e si muove la manopola CUTOFF, il filtro verrà aperto/chiuso solo alla Part selezionata.

Come si può vedere si possono avere 24 parametri in tempo reale (8 manopole x 3 righe di parametri) che possono essere applicati insieme a tutte le quattro PART della Performance, oppure è possibile selezionare una singola PART e, solamente su quella, in tempo reale applicare con la manopola uno qualsiasi dei 24 parametri disponibili. Inoltre, sono a disposizione Modulation Wheel (rotella di modulazione), Ribbon Controller, Foot Controller (controller a pedale), pulsanti funzione assegnabili, etc., etc.

Inoltre, se sulla Performance, ad esempio, si vuole suonare un assolo, è possibile premere il pulsante Track Select [7], che in questo caso corrisponde all’ARP ON/OFF per il suono Synth Lead "Tekk Glide" ... ora il suono ferma l’arpeggio e diventa un timbro "live" suonabile all'interno delle proprie PERFORMANCE. Quindi in qualsiasi momento si ha il controllo delle funzioni esecutive della PERFORMANCE. È possibile controllare quali PART stanno seguendo l'arpeggiatore e quali PART si stanno suonando "live" ... e tutto questo si può cambiare dinamicamente (al volo).

Non è necessario limitarsi a suonare solo la parte superiore della tastiera, se non si vuole... in quanto le altre Voices sono sotto il controllo dell’arpeggiatore, è possibile utilizzare tutta la tastiera, se lo si desidera. (fantastico!).

In alternativa, con questa PERFORMANCE dal punto di vista musicale si può ottenere ciò che si vuole... è possibile scambiare tipi di arpeggio, cambiare lo swing di una qualsiasi delle PART e dei loro arpeggi, ecc. Quando si ha un'idea, è sufficiente premere il pulsante RECORD - uno schermo speciale in cui è possibile registrare immediatamente tutto questo! Scegliere una Song vuota o Pattern ed iniziare!! Viene registrato tutto (eccetto che per le Part silenziate – in Mute – in seguito è possibile renderle permanenti). Se si stanno solamente provando delle idee si può selezionare il modo "SONG" (perché in SONG si può suonare per tutto il tempo che si desidera). Se invece si è certi di ciò che si vuole fare bisogna selezionare il modo PATTERN per registrare un determinato numero di misure da riprodurre ciclicamente. In modo PATTERN si imposta un parametro LENGHT (lunghezza) in modo che la registrazione terminerà automaticamente alla misura appropriata.

A quel punto la registrazione della Performance suonata (in tempo reale – ndt) è stata trasferita al sequencer (dove è possibile modificarla), ogni Part viene registrata nella sua traccia individuale. Adesso alla registrazione è possibile aggiungere ulteriori 12 tracce.

 
Phil Clendeninn
Senior Product Specialist
Product Support Group
Technology Products
Pro Audio and Combo Division
©Yamaha Corporation of America

Traduzione © 2013 a cura di wavesequence